!-- IL COVO IN REALTA'//--

Massimo, uno dei gestori, nella tipica espressione "O le paghi o non te ne do più."

Il Covo… in realtà. Vediamo, da dove cominciare? Sì, forse potrei partire raccontando come ci siamo arrivati, al Covo degli Sbronzi.

In quel tempo (si parla di almeno quattro anni fa) io (Golosino), Alberto/Pantaleone e Jacopo/Concentrone bazzicavamo il Murphy’s Law di via Montevideo, Milano. Alcuni metri più in là, in via Savona, due simpatici napoletani avevano da poco aperto un locale, ma io ancora non lo sapevo. Pantaleone, che abitava e tuttora abita in zona, inevitabilmente ci capitò dentro e ben presto fece amicizia con i proprietari, che per un certo periodo lo presero pure a lavorare nel locale. Fu così che Pantaleone mi introdusse in quel piccolo ma confortevole bar, che scoprii chiamarsi Papagayo Café, e mi presentò a Enzo e Massimo, tuttoggi gestori del Covo.

Da allora per noi è diventata come una seconda casa, un posto che ci facesse sentire veramente a nostro agio, in cui chiacchierare, fare casino, cantare cori del Genoa (sig.ra Garrone non si offenda!)… E poi, una volta conosciuto meglio Clem/Cementino, grazie alle sessioni di D&D a casa di mio fratello e all’esperienza di traduzione in italiano di Megatokyo sotto l’egida di Lapo, ho provveduto a trascinare anch’esso all’interno del Papagayo, che ben presto si guadagnò il soprannome (l’idea credo sia proprio di Clem) (lo è, NDClem) di Covo degli Sbronzi.

Enzo, l'altro gestore del Covo, nella tipica espressione "Fammi capire, qual è il nesso tra la tua infanzia difficile e un chupito gratis?"

Pantaleone, nella tipica espressione "Ho guadagnato la postazione vicino alla spina! Ora posso morire felice!"

Due parole sul posto in sé. A parte la simpatia e l’ospitalità di Enzo e Massimo (va bene, con questa sviolinata credo di essermi guadagnato un buon Cuba Libre…), il Papagayo Café si presenta come un rifugio caldo e rassicurante, in cui ti capita gente autenticamente genuina, gente come Nicolino o Giò grosso, come Mario/Karl Marx o come il Farmacista, in cui puoi rilassarti e sorseggiare tranquillo la tua sambuca o in cui, nelle sere più elettriche, ti ritrovi a battere i pugni sui tavoli cantando a squarcia gola e brandendo una pinta di chissà cosa, l’importante è che sia alcoolico.
Insomma, il Covo degli Sbronzi è un istituzione. Andate a farvici un chupito o due, mi raccomando, e salutate i baristi. E se siete della Sampdoria, beh, non offendetevi per i cori…

Per raggiungerlo: il Covo si chiama Papagayo Café, in via Savona a pochi metri dall'angolo con via Montevideo. Seguite a ritroso gli sbronzi che tornano a casa!

Golosino

Cementino, nella sua tipica espressione "Golosino, se non hai niente di meglio da fare che scattare foto scadenti in cui tutti hanno gli occhi rossi, puoi pure accomodarti cortesemente fuori dalle palle. "

Golosino, a sinistra, e Cikku/Tegolino, a destra, nella loro tipica espressione "Ma te lo giuro mamma, ho bevuto solo una Peroni! Non mi metterai in castigo, veeeeeero?"

 



Avvertenza: il Guano non un paese situato tra il Laos e la Cambogia.

Cementino & Golosino (c) 2004 -Enrico Clementel & Marco Agustoni - with the special guest stars: Mela and Pantaleone Albertazzi.

Per gli insulti misti:
golosino (segninobuffo) covodeglisbronzi (puntino) it
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