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!-- cente 2005-07-06 //--


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Too drunk to...

Premessa necessaria e sufficiente: chiedo umilmente perdono a tutti i fedeli lettori di Apubslife per il mio silenzio che ormai dura da quasi due mesi e prometto di ricominciare immantinente a infarcire di ca**ate questo sito.


Prendo spunto dalla mia recente trasferta a Stoccarda e dall'ampio acquisto di vinile usato che la medesima ha comportato. Eh, si, o miei venticinque lettori, dovete sapere che lo zio Cente si nutre principalmente di vinile e non perde occasione di immergersi in polverose cantine (generalmente mitteleuropee) e uscirne carico di dischi a prezzo estremamente ribassato. Per dare un'idea, questo recente viaggio in terra teutonica mi ha fatto tornare piu' ricco di 42 (quarantadue) LP e piu' povero di circa 80 euro. E in quest'occasione, tra tre dischi di Cantate di Buxtehude, le sonate di Mozart nell'interpretazione di Eschenbach e un delizioso disco di opere per pianoforte della troppo negletta Teresa Carrenho, hanno trovato posto anche quattro LP dei Dead Kennedys, che avevo solo copiati in cassetta.

Ordunque.

Chi sono i Dead Kennedys, chiederanno ora i miei Draculini preferiti?
E io, invece di darvi degli ignoranti incolti e coprirvi di contumelie, vado a narrarvi un po' di storia.

I Dead Kennedys vanno collocati tra la fine degli anni 70 e la meta' degli anni 80, in America; sono da ricordare particolarmente per il tipo di suono, che si potrebbe definire un Hardcore ante litteram, oppure un punk molto piu' aggressivo di quello dei cugini inglesi (Sex Pistols, Clash, Damned, et cetera). Ma soprattutto, la loro cifra stilistica stava nell'ironia pungente, aggressiva e impietosa dei testi e del loro autore, il cantante Yello Biafra. Immaginate di prendere le cose piu' feroci di Beppe Grillo e di Daniele Luttazzi, di renderle meno comiche e piu' aggressive e avrete ottenuto un discreto ritratto di questo personaggio, che dopo lo scioglimento dei DK si e' imbarcato (dopo alcune collaborazioni, soprattutto con NoMeansNo e Lard) in una carriera di show parlati che l'hanno spesso portato anche a Milano.

Il suo bersaglio preferito, da buon Americano, erano gli americani medi, quelli che conosciamo dai Simpson o da Bowling a Columbine, nonche' - e soprattutto - i centri del potere e la politica americana. Titoli come "california Uber Alles", "stars and stripes of corruption", "MTV get off the Air", "Chickenshit conformist", la satira del Football in "Jock-O-Rama" e quella dei figli di papa' in "Holiday in Cambodia" sono di un'attualita' micidiale anche adesso. In questo contesto si inseriscono titoli apparentemente piu' leggeri, come "Kill the poor", "Let's lynch the landlord" e l'oggetto della nostra discussione, alias la mai troppo lodata "Too drunk to fuck".

Questo pezzo, sicuramente uno dei piu' divertenti dei DK, fu addirittura nella top 40 inglese (sul retro del 45 giri c'era l'angosciante e bellissima "The prey") e rimase inedita su album fino all'uscita della retrospettiva "Give me convenience or give me death", nel 1987, che conteneva singoli, B-sides, e rarita' varie.

Il testo era sufficientemente sboccato e leggero da non meritare minacce da parte della censura americana (gia' dieci anni dopo, con il PMRC, li avrebbero bruciati vivi in piazza) e quindi pote' liberamente circolare. Infatti, mentre nella brutta e cattiva e fascista Inghilterra Johnny Rotten poteva cantare "Dio Salvi la regina, questo e' un regime fascista, ti hanno reso un cog**one, una potenziale bomba H, Dio salvi la regina, perche' non e' un essere umano, non c'e' futuro per il sogno inglese!" e essere conteso tra le etichette discografiche (approdando al contratto con la Virgin), in America i DK (che, fatemelo dire, avevano potenzialita' musicali ed espressive ben superiori ai colleghi inglesi, fatti salvo i Clash e i Damned che difatti negli anni successivi avrebbero sfornato prodotti di altissima qualita') avevano dovuto costituire la loro etichetta, Alternative Tentacles, senza avere il minimo supporto dalle major o dei media, ma ricevendo in cambio minacce e querele che li avrebbero resi sempre piu' aggressivi; il fatto che il loro ultimo album, inciso quando lo scioglimento era gia' stato stabilito, abbia sulla copertina una superba caricatura della statua della liberta' e si intitoli "Bedtime for democracy" la dice estremamente lunga. Come anche il fatto che si siano dovuti aspettare dei ragazzini ignoranti e superficiali come Green Day, Blink182 e Offspring perche' il sound del punk approdasse alle major americane. Mi dite voi che c'azzecca il sacro fuoco dissacrante del punk con questi pischelli che ci parlano di amore, amicizia, buoni sentimenti e ogni tanto seni e natiche?

Ma torniamo a "Too drunk to fuck".

Il brano si apre con un memorabile riff di chitarra da parte dell'ineffabile East Bay Ray su cui si innesta quasi subito la sezione ritmica del bassista Klaus Flouride e del batterista DH Peligro (poi membro fondatore dei Red Hot Chili Peppers). La voce inconfondibile di Biafra comincia poi il suo micidiale racconto, che e' fondamentalmente un dialogo tra un tizio ciucco e una donnina di facili costumi che il medesimo non riesce a soddisfare "Sono stato a una festa, ho ballato tutta la notte. Ho bevuto sedici birre e scatenato una rissa. Ma ora sono sfinito, sei sfortunata: sto cascando dal sonno e sono troppo sbronzo per trombare...". Il resto del racconto ci descrive lei che si professa davvero interessata a lui che le racconta di come gli piaccia andare a sparare alle gomme delle auto della polizia, ma che vorrebbe che lui fosse morto visto che piagnucola come il bambino di Eraserhead. Epilogo micidiale, lui ha mal di testa, lei cerca di risollevare la situazione con metodi, diciamo, orali ma la cosa non serve a granche', e alla fine gli rende l'anticipo, visto che lui "si sta sciogliendo come una barretta di gelato" e alla fine si becca anche un bell'attacco di squaraus.

Il pezzo si chiude con il meraviglioso Biafra che vomita nel microfono.

Da notare come tutto il pezzo sia venato di sottile satira verso quelle categorie di gaudenti che da sempre sono state uno dei bersagli preferiti di Biafra.

Sperando che vi sia venuta voglia di ascoltare il pezzo...

*Burp!*

Cente

PS: Ovviamente ricordate che potete scrivermi quando volete...

PPS: questo pezzo non puo' essere dedicato ad altri che a Vincenzo "Vinz" Colacicco, storico compagno di mille avventure, e che per primo mi introdusse al sound di questi meravigliosi signori

PPPS:I piu' informati tra di voi sapranno che i DK si sono riformati nel 2001. Penso che sia una delle piu' laide reunion della storia, vista l'assenza di Biafra che si e' ben guardato dal partecipare alla Reunion. Ergo diffidate delle imitazioni!

PPPPS:Se vi capita, date un'occhiata anche a quell'unico videotape dei DK esistente, se volete capire cosa vuol dire un concerto con un autentico casino. Non tre capelloni che pogano, ma il pubblico che sale sul palco per fare stagediving su se stesso...

Attenzione: il vostro computer ci ha chiamato stamattina dicendo che non ne può più di visualizzare questo sito. Diamine, non avete proprio altro da fare?!

Cementino & Golosino (c) 2004/2006 -Enrico Clementel & Marco Agustoni - Articles by Carlo Mario Centemeri

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