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Pearl

Non so se a qualcuno di voi sia mai capitato di avere per le mani un album intitolato "Cheap Thrills", etichetta CBS, anno 1967, a nome di una oscura (per i piu') band chiamata Big Brother and the Holding Company. Questa oscura band, regolarmente classificata come uno dei complessi punta di diamante del Flower Power, e' stata in realta' uno dei principali esempi di sperimentazione sonora, in particolare per l'uso delle chitarre distorte. Il loro tipo di suono puntava piu' sulla cura dei particolari e del suono dei singoli strumenti che non su di un effetto armonico particolare, peculiarita' di altri gruppi psichedelici come Grateful Dead o Jefferson Airplane. In questo, i Big Brother erano piu' simili ai Doors, che il saggio Ray Manzarek curava nei dettagli, organizzando una struttura che equilibrasse la voce e le visioni di Jim Morrison con un degno arrangiamento strumentale lucido e ragionato. A svolgere il ruolo di arbiter elegantiarum, nei Big Brother, troviamo il chitarrista Sam Andrew, che tra le principali risorse a sua disposizione aveva la voce di una giovanissima cantante proveniente dal sud, che aveva raggiunto la band poco dopo la formazione (1965) e che quindi era gia' rodata da due anni di collaborazione on the road.

Il disco contiene alcune composizioni originali e qualche cover: in particolare, una celeberrima rivisitazione del classico "Summertime", della premiata ditta George & Ira Gershwin. L'aspetto preponderante di questa rivisitazione, pero', e' solo parzialmente nell'impatto delle chitarre e della rearmonizzazione del pezzo: lo strumento che viene portato alle stelle, qui, e' la voce. La voce di una ragazza di ventiquattro anni,

Questa ragazza era da poco arrivata da Port Arthur e sembrava Bessie Smith dopo centoquarantacinquemila sigarette e tutto il whiskey contenuto nel Tennessee. Prima dei Big Brother era stata poco piu' di una star locale che si esibiva in locali notturni e tavole calde, era un archetipo dell'anticonservatorismo e del femminismo rurale americano. I suoi ventiquattro anni di vita gia' portavano sulle spalle un ingresso e un'uscita dal tunnel dell'eroina; la sua voce era stata carteggiata da migliaia di sigarette e dalle due bottiglie di Southern Comfort che beveva quotidianamente. Il suo modo di vestire, sexy e stravagante, ne mascherava le fattezze, sicuramente non belle, evidenziandone una sensualita' del tutto fuori dal comune, tale da renderla molto di piu' di un sex symbol: quella donna, nelle sue movenze sul palco, nel suo modo di cantare, trasudava sensualita' da ogni singolo poro, pur compiendo delle azioni non particolarmente spinte o strane, ne' tantomeno volgari. Finita l'avventura della BB&THC, sara' la star di due band, rispettivamente la Kozmic Blues Band e la Full Tilt Boogie Band, in cui il livello qualitativo si fara' man mano piu' alto. Tre anni dopo, nel 1970, questa ragazza sara' passata attraverso un turbine di amori sbagliati, vita selvatica, fumo, motociclette, blues, vivendo costantemente ubriaca, tra giorni di sbronze allegre e tristi, momenti di creativita' profonda, registrazioni di canzoni stupende, concerti memorabili, una conoscenza della propria voce che spesso un cantante non raggiunge in tutta una carriera.
E' quindi giunto il momento di preparare il primo album da solista, la cui uscita viene programmata per meta' ottobre del 1970.
Il titolo e' enigmatico: "Pearl".
Perla.
Forse il piu' bel gioiello naturale, noto perche' tipicamente opaco e non lucente come le pietre, perche' si forma in modo misterioso e unico, perche' non ne esistono due uguali, perche' ogni singola ostrica ne produce una sola.
Il disco dovra' contenere poi anche la meravigliosa "mercedes benz", preghiera in chiave blues, in cui non c'e' altro strumento oltre alla voce.
In questa canzone, come spesso nei suoi dischi, si sente il tono di chi ha deciso che non vuol piu' vivere da sobrio, di chi ha trovato la propria visione del mondo nelle linee curve e nei movimenti morbidi che una sbronza conferisce. E che lei fosse perfettamente a suo agio in quello stato e' testimoniato dal fatto che in qualsiasi registrazione - ufficiale e non - questa ragazza sapeva sempre tutte le parole: si lasciava andare solo nei momenti di esplicita improvvisazione.

Ma alcuni giorni prima dell'uscita del disco, la nostra ragazza - che non ha ancora 28 anni - muore di overdose, pur essendo uscita da tempo dal tunnel dell'eroina: la spiegazione data nella biografia ufficiale e' che abbia incontrato per caso una sua vecchia conoscenza del giro dell'ero, una notte in un hotel, e che si sia lasciata convincere a un singolo buco, che sarebbe stato il buco finale

Neanche una settimana dopo, nei negozi, sulla copertina di un 33 giri, si sarebbe osservata la foto di una ragazza, vestita di raso e di piume di struzzo, distesa su di un divano, che mostra un sorriso aperto ma profondamente infelice.

L'autopsia sentenziň, com'era giusto, la morte per overdose; curiosamente, il coroner scrisse nel report che il fegato di questa ragazza era "quello di una discreta bevitrice".
Per una che beveva due litri di Southern Comfort al giorno, non e' male.

E ora, amici, prendiamoci un Jack Daniels e brindiamo alla voce piu' vera della storia:



Ladies and Gentlemen,

Please welcome

Miss

Janis

Joplin.



Cente


Nota a pič di pagina: come al solito, se volete potete scrivermi!

Attenzione: mentre siete seduti da soli in casa a leggere questo squallido webcomic, fuori c’č tutto un mondo di colori, suoni e profumi che vi attende con tutto il suo amore.

Cementino & Golosino (c) 2004/2006 -Enrico Clementel & Marco Agustoni - Articles by Carlo Mario Centemeri

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