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Birre in vacanza

Brindo all'alcool: la causa di e la soluzione a tutti i problemi del pianeta
Homer J. Simpson


Diamo la stura ora ad una serie di articoli sulle birre che ho provato in vacanza, recensioni e informazioni per gli appassionati che le volessero recuperare qua e là. Avrete notato anche voi che di solito inizio mille serie di articoli e poi ne porto a termine si e no una e mezza, ma questa volta giuro su Golosino che la concluderò al più presto, prima che nella memoria svaniscano gli accenti e gli odori delle esotiche birre da me sperimentate in viaggio.

Vorrei iniziare con le birre del birrificio Pedavena, che, come potete leggere nei miei rant, ho visitato durante la mia permanenza a Fai in compagnia degli amici Michele e Nicola.
Si trova in centro a Trento, poco dietro al Duomo. Io ho provato la rossa, che ha un gusto che mi ricorda vagamente la Lambrate dell'omonimo birrificio, e la weissen, che oltre ad avere il tipico gusto delle birre di frumento ha anche un retrogusto tipo Leffe. Non sono un sommelier quindi accontentatevi di queste descrizioni e leggete il resto sul loro sito, stupidi utenti medi, e, se vi capita, fateci un salto.

A Londra ho avuto il piacere di provare la Fuller's London Pride, una birra bitter, ossia fatta secondo un particolare tipo di lavorazione che la rende, tra le altre cose, praticamente priva di bollicine.
Le normali lager fermentano per un periodo di tempo piuttosto elevato con una certa quantità di luppolo, e sono molto ricche di anidride carbonica. Le bitter ales, invece, hanno diverse quantità di luppolo, inferiori rispetto alla lager, e sono fermentate per tempi più lunghi a temperatura più elevata, ed hanno, tra le altre cose, un carico di bollicine inferiore e un gusto meno amarognolo.
Questo fa sì che se ne possano bere a litri senza sentirsi lo stomaco pieno, in bocca ha la consistenza dell'acqua e questo è apprezzato molto dagli inglesi che soprattutto a Londra ne fanno un consumo smodato. Inoltre, nelle Bitter Ale, il lievito non viene filtrato alla fine della lavorazione, ossia ci si dissolve dentro.
La London Pride ha vinto più volte il premio come migliore birra nel suo genere. La fanno a Chiswick, un quartiere di Londra guardacaso molto vicino a Gunnesbury e Kew, il quartiere dove, come potete leggere nel mio rant del primo settembre 2004, alloggiavamo io e il Cente durante il nostro viaggio a Londra.

Sempre parlando di Kew, ai Kew Gardens producono una birra con il luppolo da loro coltivato nei giardini botanici: si chiama Kew Brew ed è stranissima, a metà tra una chiara e una rossa, molto frizzante. È di colore arancione spento, potrebbe sembrare una aranciata amara! La bottiglia è molto bellina, me ne sono portata a casa una per ricordo.
Ed ora, veniamo alle cose serie.
Dove le troviamo, 'ste birre, in Italia?
Io per ora ho trovato la London Pride qui.
Chi trova le altre vince un set di adesivi del covo!
Cheers!
Attenzione prego: O... Otti... Ho tinif... fini... o si vva...
Ma chi cazzo lo ha scritto sto bigliettino? Pantaleone?
Sì, ma non si legge una minchia!
Cosa no, vieni a vedere!! Guarda, è tutto pasticciato.
Eh?
Ma a parte la calligrafia, voglio dire, che roba è sto coso, come lo chiami, foglio di carta?
Ah, beh, certo Golosino, per te è tutto normale, tanto sei abituato a sguazzare nel guano! L ultima volta hai letto il cartone della pizza per 5 minuti prima di accorgerti che non era il giornale!
Questo... chiamiamolo foglietto, sembra tipo... ecco, etichetta di un barattolo di pelati.
Trovato nella monnezza.
Dietro a un ristorante eritreo di quelli che mangi solo con le mani.
E secondo me ci ha avvolto una focaccia al formaggio.
Poi ha intinto un cotton fioc in una miscela contenente uno o più dei seguenti componenti: estratto di paciugo, propilene glycol, kerosene, acido muriatico and/or pepperoni, e usando solo il suo alluce e il gomito ha scritto il qui presente biglietto.
No, col cazzo che mi calmo!! E non se ne può più! A stare con voi due mi è venuta una ulceropatia shampiforme falceolata!
Anzi, sai che ti dico, ora che lo guardo meglio sto pezzo di carta, questo ricettacolo di untuosità e detriti organici, secondo me lo ha scritto in trance medianica, in collegamento diretto con lo spirito di un pigmeo analfabeta, monco da entrambe le mani e soggetto a crisi di epilessia frequentissime.
No, te lo leggi da solo il messaggino, hai capito?! Perché non è possibile che uno si fa un culo come una pagoda a disegnare sublime arte comica per voi imbecilli e tutto quello che riuscite a fare tu e Pantaleone è annaffiare le piante grasse e mangiare roba che cucino io!!
Ora basta! Inutile, smettila, SMETTILA, NON TI VOGLIO SENTI

Eh?
Oh.
AHem.
Attenzione prego, si avvisano gli stupidi utenti medi che questo avviso è finito.

Cough.
Ahem.

E vabbè, però anche lui, scriverci sopra alto e basso cosa gli costava, dai...

Cementino & Golosino (c) 2004/2006 -Enrico Clementel & Marco Agustoni - Articles by Carlo Mario Centemeri

Per gli insulti misti:
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