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Cronache di Paciughia - II

Delle Dichiarazioni di Guerra

Bisogna sapere che la composizione di una Dichiarazione di Guerra, all'epoca, era un'arte complessa. Qualsiasi marchesotto con quattro servitori spelacchiati poteva imbrattare di insulti e minacce una pergamena, ma in pochi sapevano padroneggiare la vera Arte della Dichiarazione di Guerra fin nei minimi dettagli stilistici.

Una prima, fondamentale, imprescindibile regola: poiché per lo più ce le si dava di santa ragione tra vicini di feudo appartenenti allo stesso regno, era importantissimo non mancare di rispetto all'attuale governante, chiunque esso fosse. L'espressione "il becco di un quattrino", ad esempio, era stata bandita, in quanto espressione che associando l'immagine di pochezza pecuniaria a tale parte anatomica di volatile era ritenuta lesiva dell'immagine dell'Enorme, Magnifico, Scintillante Becco Multicolore di Sua Maestà. Può sembrare semplice ad un osservatore superficiale, ma è difficilissimo comporre una dichiarazione di guerra senza utilizzare locuzioni o verbi riferibili al Sacro Tucano.

Fatta questa premessa, andiamo ad illustrare al Lettore la struttura della Dichiarazione di Guerra ideale.

La dichiarazione doveva iniziare con un elaborato saluto al nemico, sufficientemente forbito da fornire un'impressione di rispetto formale dell'interlocutore, ma congegnato in modo da insultarlo velatamente.
Successivamente, il fatto scatenante le ostilità doveva essere descritto in modo da mostrare come fosse inevitabile il ricorso alla nobile arte della guerra per lavare l'onta e ristabilire l'onore del dichiarante. Badate che, come ricordavamo poco fa, all'epoca lo sapevano anche i sassi che se avevi qualcosa da ridire con qualcuno, lo ammazzavi. Qualsiasi cosa, qualunque motivo. Anche il più futile.

Ma era ritenuto ancora assai importante che da un punto di vista formale le ragioni delle mazzate collettive risultassero sofisticamente inoppugnabili, elegantemente esposte, e che la gravità dell'offesa e l'inevitabilità della guerra apparisse evidente. Questo amore per lo stile e disprezzo per i contenuti era tipico della cultura dell'epoca, e dimostrava un'eleganza e una cavalleria formale che al giorno d'oggi, ahimè, si sono perse.

L'ultima sezione della Dichiarazione di Guerra, prima dei cordiali saluti e ossequi alla signora, rappresentava tuttavia un grosso problema.
Come già sottolineato secoli fa dal celebre retore Arrigònio, una dichiarazione di guerra in tre punti ha un ritmo e un equilibrio compositivo che è impossibile eguagliare con una dichiarazione in due o in quattro punti. Non si sa come mai, ma è così. Provateci. Provateci col vostro vicino di casa. Tre punti, non c'è scampo.

Ci fu un unico, leggendario tentativo di dichiarazione di guerra in cinque punti. Greggi di pecore furono macellate per rifornire di cartapecora lo scrivente. Tonnellate di seppie furono spremute per fornire l'inchiostro necessario. Ma, il titanico lavoro di composizione finemente cesellata richiesto per rendere la Dichiarazione in cinque punti efficace quanto una di tre, causò la morte del dichiarante per vecchiaia, rendendola così un'ormai inutile lunghissimo pezzo di cartapecora pieno di cancellature e appunti a matita. Come monito per le future generazioni, la cartapecora della dichiarazione, detta l'Incompiuta, fu conservata in una teca nell'atrio d'ingresso del Palazzo Reale, assieme al corpo imbalsamato del povero dichiarante appropriatamente incartapecorito.
Questo finché uno degli ultimi Imperatori non piumati si trovò in una situazione d'emergenza nelle sue... stanze private.
E questo, bisogna dirlo, fu ancora più di monito per le future generazioni.

Ma stiamo divagando. Revenons à nos moutons.
Benché tutti fossero consci della necessità di comporre una dichiarazione in 3 punti, dopo i saluti e la spiegazione dei motivi della guerra rimaneva ben poco da dire. Bisognava inventarsi qualcosa. I virtuosi della composizione di dichiarazioni di guerra, richiestissime figure professionali dell'epoca, sostenevano che proprio questa codifica incompleta delle regole compositive rendeva il loro mestiere una vera Arte.
Non c'erano regole, e i terzi punti delle precedenti dichiarazioni erano spesso inutilizzabili perché contenenti riferimenti specifici. Era inoltre considerato assai maleducato riciclare una dichiarazione precedente.

Bisognava, insomma, inventare volta per volta.
Una volta risolto il problema e completato il terzo punto, di solito si concludeva con i saluti e un RSVP. Guerra sì, ma secondo il galateo.

Possiamo immaginarci la scena, nella sala grande del castello esagonale di Sbragàdia, circa in questi termini.

BARONE: Al diavolo, dottore, sbrigatevi a levarmi questa dannata pallina! Fa un male d'inferno! Tu, smidollato rachitico, scrivi!
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, compunto: Sì, vostra grazia, dite pure.
BARONE: Allora... ahi! Fate piano voi, specie di macellaio!
MEDICO DI CORTE, due metri più in là: Vostra Grazia, sono quaggiù.
BARONE: Ah, eh... beh, fa un male d'inferno, avanti! Dunque, pennivendolo, come cominciamo?
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, rispettosamente servile: Solitamente, Vostra Grazia, si saluta l'interlocutore. Nel nostro caso, il vostro avversario al golf di stamattina.
BARONE: Ah, sì. Bene, uhm... bene, scrivi a quel dannato deficiente che da un effemminato come lui mi sarei aspettato una maggiore padronanza nel maneggiare le mazze.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, sbattendo le palpebre: ... BARONE: Che aspetti, pallido omuncolo malaticcio, che cadano le foglie dai capitelli? Scrivi!
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, prono sulla scrivania: "A Lordo II, Conte di Paciughia, Lord delle Lande Nebbiose, Elegante Connoisseur dei profumi francesi più fragranti, etimologicamente Filantropo, per nobil diletto Reinterpretatore in Chiave Personale dell'antico gioco del Golf, da Magnopardo I, Barone di Sbragàdia, salute e salve!"
BARONE: Mh. Sì, mi pare che funzioni come incipit, anche se la tua voce da tisico studioso lo rende una specie di lamentazione di Geremia. Voi, che state facendo con quell'arnese?
MEDICO DI CORTE, che da giovane sognava un'altra vita: Vostra Grazia, la pallina è incastrata saldamente nel vostro prezioso cranio, sicché per estrarre la suddetta devo avvalermi di questo strumento, prodigio della tecnica derivato dalla mitica leva del grande Archimede.
BARONE: Sarebbe?
MEDICO DI CORTE, Jeevesianamente impassibile: Questo strumento ha nome "Pinza", vostra grazia.
BARONE: Uh... ed è.. assolutamente necessario, sì?
MEDICO DI CORTE, definitivo: Sì, Vostra Grazia.
BARONE: Uh... mi farà male?
MEDICO DI CORTE, con sopracciglia asimmetriche: Un po', Vostra Grazia. Non si può farne a meno.
BARONE: Ma è necessario necessario, eh?
MEDICO DI CORTE, più definitivo di prima: Sì, Vostra Grazia.
BARONE: Dannazione. Va bene, procediamo. Piano, che fate?!
MEDICO DI CORTE, sbrigativo: Ahem. Uso questo strumento, prodigio della tecnica eccetera eccetera, per togliere la pallina eccetera eccetera. Vostra Grazia.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, cercando di parlare in silenzio: ... Vostra Grazia?
BARONE: Eh? Che vuoi tu, con quella tunica femminea? Procedi, su, che dobbiamAHI! ...che dobbiamo scrivere ora?
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, aggrappato alla piuma d'oca: Suggerirei di spiegare le ragioni della belligeranza, Vostra Grazia.
BARONE: Giusto. Spiegagli che mi ha fatto male. E che ora questo squartamorti, qui, me ne farà altro, dato che è necessario a estrarre la maledetta pallina. Perché è necessario, giusto?
MEDICO DI CORTE, definitivissimo: Sì. Vostra. Grazia.
BARONE: E spiega a quella specie di scimmia vestita di velluto che siccome mi ha fatto male, io ne faccio a lui. Così va il mondo: se hai da ridire con qualcuno, lo ammazzi. Lo sanno anche i sassi.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, reggendosi al calamaio: Certo, Vostra Grazia.
BARONE: Sei fastidioso. Lo sai che sei fastidioso?
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, deglutente: Oh. E quando sarei fastidioso, Vostra Grazia?
BARONE: Ogni volta che apri bocca, la tua voce molto poco mascolina è come lo starnazzare di una gallina. Dovrei farti frustare, ma non ho tempo e soprattutto questa ultima sulla gallina non era male. Possiamo inserirla nella Dichiarazione di Guerra. Qualcosa tipo "Sei una gallina codarda e mi aspetto che tu ti rintani nel tuo pollaio, tremante di paura, mentre i miei soldati colpiscono ripetutamente i tuoi usando parti del loro stesso corpo". È perfetto. Se sapessi scrivere mi libererei di te.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: Ahem, Vostra Grazia, la gallina...
BARONE: Non male come idea, nevvero? AHIA!
MEDICO DI CORTE, dalla stanza adiacente: Sono qui, vostra grazia.
BARONE: Ah... beh, sembrava che mi stessero trapanando il cranio! Prendete uno strumento più fine e tornate qui!
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, timidamente assertivo: dicevo, Vostra Grazia, ahem... la gallina... è un pennuto.
BARONE: Notevole. Ci sei arrivato da solo?
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: Sì! Vostra Grazia, cioè, no, voglio dire... insomma, la gallina come volatile codardo... il Sacro Tucano...
BARONE: Oh, che sia dannato! Hai ragione. Se inserissimo questa frase avremmo tutti gli eserciti dell'Impero alle calcagna. Vilipendio al regnante, o come diavolo si dice. Trova qualcosa di diverso, e in fretta, altrimenti ti trovo una nuova mansione nel campo tessile. Ti faccio pressare e poi ti appendo al muro come un arazzo.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, praticamente atterrando sulla pergamena: "In seguito alla recente partita di golf, in cui mi avete fatto l'onore di essere mio avversario, mi trovo nella per me nuova condizione di paziente chirurgico. Sebbene questa nuova situazione mi fornisca copiosi spunti e interessanti considerazioni sulla natura umana, di cui spero poter discutere con Vostra Grazia tra gentiluomini, come si conviene, mi trovo tuttavia di fronte ad un dilemma: il dolore causatomi e i sicuri conseguenti danni cerebrali..."
BARONE: Ehi! stai forse dicendo che sono rimbambito?
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: "... per quanto lievi..."
BARONE: "Lievemente rimambito" sarebbe meglio di "rimbambito"?
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: "... praticamente inesistenti..."
BARONE: Humprf.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, umido di condensa: Si diceva, i danni cerebrali, "... rischiano di compromettere temporaneamente la mia capacità decisionale. Questo avrà conseguenze dirette sulla gestione del mio feudo, come è comprensibile, e conseguentemente converrete con me, Nobile Conte, che una guerra e relativi saccheggi sono il più che giusto risarcimento per i danni potenziali all'economia della Sbragàdia. Dichiariamo quindi guerra, Gentile Conte, alla contea di Paciùghia."
BARONE: Ottimo. Mi piace. Non dimenticare i saluti alla signora, sigilla e manda il messaggero.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, pressocché in posizione fetale: Vostra Grazia, abbiamo solo due punti. Manca il terzo punto, prima dei saluti. Secondo l'Arte della Composizione, e la regola aurea di Arrigònio...
BARONE: Il terzo punto!! Maledetti scribacchini e le loro regole retoriche! Si può sapere perché ogni volta ci dobbiamo lambiccare col terzo punto? Ti ricordi quando dovevamo dichiarare guerra a Barilio di Spanafossa? Quando finimmo di scrivere mi ero dimenticato perché ce l'avessi con lui. Perdiana, nel frattempo ho persino sposato sua figlia!
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: Ricordo, Vostra Grazia. Recammo offese ai quattordici feudi confinanti, nei mesi seguenti, per evitare di dover essere noi, successivamente, a dichiarare guerra a loro.
BARONE: Ma è naturale! Fu una mia geniale idea, vorrei aggiungere. E come si fa! Voi, che pensate di fare con quelle pinze enormi?!
MEDICO DI CORTE: Se non riesco con queste, Vostra Grazia, temo che dovrete fare uso di cappelli a tesa molto bassa per il resto della vostra vita. Sareste anche praticamente obbligato a farvi ritrarre solo di spalle. Oh, e dovrete modificare tutti i vostri elmi.
BARONE: Uh... va bene... procedete... se è proprio...
MEDICO DI CORTE: È proprio necessario, Vostra Grazia.
BARONE: Humprf. D'accordo. Come diavolo è possibile che in un secolo come il nostro, con tutte le ultime scoperte scientifiche come il rubinetto d'ottone, o la forchetta di stagno, ancora non si sia trovato un metodo indolore per estrarre palline da golf dai crani della gente. È un problema troppo sottovalutato.
MEDICO DI CORTE: Sono sicuro che accade continuamente, Vostra Grazia.
BARONE: AHI! Mh, il problema è che voialtri siete troppo concentrati con quelle altre quisquilie scientifiche incomprensibili con nessuna ricaduta su noi poveracci. Tipo quella roba che state studiando nella vostra torre, la cosa lì, la sottana.
MEDICO DI CORTE: Sutura, Vostra Grazia.
BARONE: Quello che è. Che non si sa nemmeno a che serve.
MEDICO DI CORTE, maggiordomico: Con una tecnica perfezionata si possono riattaccare gli arti recisi, Vostra Grazia.
BARONE: Nessun utilizzo per la roba incastrata nei crani, eh?
MEDICO DI CORTE, falsamente contrito: Non che io sappia, Vostra Grazia.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, riparandosi dietro alla scrivania: Vostra Grazia?
BARONE: CHE! C'È!
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, semitrasparente: Il... terzo punto...
BARONE: Per l'inferno, scrivici quello che abbiamo appena detto io e il dottore!
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: Vostra Grazia, se posso permettermi, una disquisizione a soggetto della carenza di scoperte in campo medico si colloca piuttosto difficilmente nello stile di una Dichiarazione di Guerra.
BARONE: Ascoltami bene, specie di eunuco col riporto, non accetto consigli sullo stile da uno che va a spasso con addosso una specie di camicia da notte. Se non ti piace, inventati qualcosa. Che ne so, stabiliamo delle regole d'ingaggio. Ecco sì! AHI! Specie di macellaio... dicevo, scrivici che manderò i soldati armati solo di mazza ferrata e che siccome il fastidio di scrivere la Dichiarazione me lo sono assunto io, lui dovrà fare lo stesso.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO, sbattipàlpebrico: Mazza ferrata, Vostra Grazia?
BARONE: Mazza. Col ferro sopra. Il dottore qui dice che la scienza medica sta ancora perfezionando la... la cosa, lì, la sottana.
MEDICO DI CORTE: Sutura, Vostra Grazia.
BARONE: Ecco, quello che è. E quindi almeno ci togliamo il fastidio di dover sut... sutura-mare dozzine di braccia e gambe.
SMIDOLLATO SCRIVANO RACHITICO: Oh, naturale, Vostra Grazia. Ma non è forse una scelta poco efficace dal punto di vista tecnico?
BARONE: Ooh, chiedo scusa! Sono forse istupidito dal dolore? Non ti avevo riconosciuto! Ovviamente tu sei il mio consigliere tattico e non una specie di gallina! Chiedo venia, errore mio. Vedi, mi basavo sulla piuma. Finisci di scrivere. Voi, levatevi di mezzo.
MEDICO DI CORTE: Ma non ho ancora finito, Vostra Grazia, la pallina...
BARONE: La dannata pallina può aspettare! Devo incontrare i miei consiglieri tattici e strategici, armare le truppe, impacchettare le vettovaglie. Tenete in caldo i vostri arnesi, continueremo al mio ritorno. Oh, e fatemi portare un cappello con la tesa molto bassa. E niente piume. I cappelli con le piume sono roba da checche.

Così, approssimativamente, avvenne la stesura della Dichiarazione di Guerra tra Sbragàdia e Pagiùghia.

... la cronaca continua ...
Avvertenza: andare in giro nudi è bello.

Cementino & Golosino (c) 2004/2006 -Enrico Clementel & Marco Agustoni - Articles by Carlo Mario Centemeri

Per gli insulti misti:
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